Considerazioni musicali e tecniche
Come e quanto leggere
Questa è una domanda che mi fanno spesso. "Per imparare a leggere la musica è importante studiare tantissimi esercizi?" La risposta sembrerebbe ambigua ma non lo è. Io ho sempre pensato che per imparare qualcosa, in generale, ma in particolare per la musica, occorre fare dei piccoli passi per volta. Non si possono studiare 10 esercizi di solfeggio, per es., in 10 ore e pretendere di aver imparato a leggere il pentagramma.
Semmai quelle 10 ore io le dedico ad un solo esercizio fino ad impararlo a memoria, fino ad avere assimilato quel ritmo e dopo avrò l'impressione di aver capito qualcosa. Ma se dedico 10 ore a 10 esercizi, sicuramente dopo starò pressocchè al punto di partenza. Perchè? Perchè non avrò assimilato niente, sarò incerto nella lettura. Studiando, invece, un esercizio per volta o addirittura una battuta per volta, la mente si focalizzerà su quell'obbiettivo (un obbiettivo molto più semplice, molto più facile all'approccio) e me lo farà risolvere molto più facilmente. Ma tutto questo va fatto senza l'ansia di passare al passo successivo.
Dopo aver imparato ed assimilato le basi posso anche leggermi altri 100 esercizi ma ponendomi verso di essi con una preparazione di base diversa e quindi affrontandoli con più faciltà. Quindi la risposta potrebbe essere ambigua: è importante fare tutte e due le cose, studiare pochi esercizi (ma fatti bene) ma, dopo, andarsi anche a studiare gli altri, però...dopo, in un secondo momento. Spesso si evita la prima modalità privilegiando la seconda.
Nel mio metodo di lettura musicale privilegio il primo aspetto. Leggi la descrizione
Saper leggere la musica non è assolutamente indispensabile per un musicista. Ci sono e ci sono stati dei grossi nomi, nel campo musicale presente e passato, che non sapevano granchè del pentagramma e del solfeggio, e ciò nonostante erano dei grossi strumentisti o anche dei grossi autori di canzoni e di musica in generale. Ma quelli erano dei geni. Saper leggere e capire un pentagramma, per un genio o per chi non lo è, tuttavia, è un valido aiuto per allargare il suo campo di esperienze musicale. Chi sa leggere riesce a capire meglio e prima la musica degli altri e quindi riesce ad arricchire più facilmente la propria conoscenza, perchè, diciamolo, qualsiasi talento, anche dotato, non può esimersi dallo studiare la musica di altri musicisti, e questo vale anche, e forse di più , per i compositori. Per fare ciò, il saper leggere la musica è di grosso aiuto. Per chi, poi, ha già un talento naturale, lo studio della tecnica musicale, e quindi, anche strumentale è fondamentale. Per chi non lo ha, (il talento) lo studio lo può risvegliare.
E' chiaro che è anche importante saper scrivere la musica. Se mi viene un'idea musicale la posso scrivere per ricordarla meglio.
Domanda: per imparare a scrivere basta solo saper leggere? Fondamentalmente si, se impari a leggere sai anche scrivere però, poi, un pò di allenamento specifico è importante..
Breve considerazione su leggere e scrivere musica
Qual'è la procedura di apprendimento dell'imparare a scrivere e leggere la musica?
Si può imparare a scrivere musica imparando a leggere? E viceversa?
Semplifichiamo: chi sa leggere sa anche scrivere? E chi sa scrivere sa anche leggere?
Apparentemente possiamo dire che imparando a leggere la musica si impara, di conseguenza, anche a scrivere. In un certo senso è così, perchè se impari a leggere impari le regole del solfeggio e della divisione musicale, quindi dovresti anche saper scrivere. Invece non è proprio così, nel senso che pur imparando la tecnica del solfeggio e divisione devi allenarti a quella diversa modalità (cioè scrivere).
Nel primo caso devi interpretare qualcosa che sta scritto; nel secondo caso devi scrivere qualcosa di già interpretato, che può essere una melodia che hai in testa, che stai creando, o qualcosa ascoltato in precedenza. E' un pò come il leggere o scrivere in una lingua, è l'identica cosa. Tra le due modalità cambia l'approccio. Quindi che cosa imparare? Secondo me è importante imparare entrambe le modalità, prima l'una e poi l'altra o allenarle insieme. Migliorando l'una migliora anche l'altra e viceversa.
Nel mio manuale, Vedi la descrizione completa, sottolineo l'importanza di leggere l'esercizio parlato, poi cantato e poi suonato. Aggiungo che si può imparare la frase musicale a memoria e poi trascriverla ...
La Musica come vibrazione
Tutto ha una frequenza di vibrazione, anche il nostro corpo, i nostri sensi. Più un corpo è solido, minore, o più bassa, è la sua frequenza di vibrazione. La maggiore o minore vibrazione dipende dalla maggiore o minore elasticità del corpo.
La musica agisce particolarmente sulle nostre vibrazioni interiori (emozioni, sentimenti), e più noi siamo aperti a queste vibrazioni (capaci di vibrare, di emozionarci) più riusciamo a percepire le vibrazioni musicali. A quel punto si manifesta un effetto di "simpatia", e noi vibriamo insieme alla musica. Se noi non avessimo questa capacità interiore, l'ascolto della musica non ci darebbe nessuna sensazione.
Quindi, a parte la bellezza di una composizione musicale, la "parte" più importante la facciamo noi con la nostra capacità di percezione. La musica, però, ce l'amplifica di molto. D'altra parte se la nostra capacità di vibrare diminuisce per tanti fattori, anche solo temporaneamente, la musica ce la può risvegliare.
Quando riusciamo ad emozionarci, ascoltando musica, significa che noi stiamo vibrando con essa e quindi...ci stiamo fondendo con essa e diventiamo una cosa sola.
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